Mantenimento dell’ex coniuge. Sei disoccupato ma hai un’immobile? Paghi il mantenimento.

Il mantenimento ha la funzione di garantire al coniuge economicamente più debole un tenore di vita uguale a quello goduto durante il matrimonio. Il mantenimento non è dovuto se i coniugi hanno redditi uguali oppure se sono entrambi disoccupati. Ma attenzione, anche se sei disoccupato ma hai la proprietà di un’immobile sarai tenuto al mantenimento. Lo ha stabilito ieri la Cassazione. Non basta non avere redditi per evitare di pagare il mantenimento, è sufficiente avere anche solo una casa, o un terreno, che questo consente al Giudice di fissare un mantenimento per l’ex.

 

Coppie di fatto, cosa prevede la nuova legge per le convivenze?

La coppia di fatto, viene così definita “Due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”.

Quali sono i diritti che acquisiscono i conviventi?

. La possibilità di assistenza in ospedale con diritto di visita, assistenza ed accesso alle informazioni personali, diritto di visita in carcere.

. Le decisioni che riguardano la salute in caso di impedimento o malattia che comporti incapacità di intendere e di volere;

. In caso di morte il convivente può designare l’altro come suo rappresentante per le decisioni sulla donazione di organi, funerali, le modalità di trattamento del corpo. Questo però deve avvenire con una scrittura autografa oppure davanti ad un testimone.

. In caso di morte del convivente proprietario dell’abitazione, l’altro ha diritto di rimanere nella casa per altri 2 anni o per un periodo uguale a quello della convivenza se è superiore a 2 anni ma non oltre i 5 anni. Può subentrare nel contratto di affitto.

. Se nella casa comune vivono i figli della coppia o di uno dei due, il convivente che sopravvive ha diritto di rimanere nella casa per altri 3 anni.

. Possono partecipare alle graduatorie delle case popolari.

. I rapporti patrimoniali vengono regolati dai patti di convivenza, redatti per atto pubblico o scrittura privata autenticata da un avvocato o da un notaio. Per valere nei confronti dei terzi l’atto deve essere comunicato all’anagrafe comunale. Il contratto di convivenza può contenere l’indicazione della residenza comune, le modalità di contribuzione alla vita comune, il regime patrimoniale della comunione dei beni. Non può contenere dei termini o delle condizioni altrimenti è nullo.

. In caso di interruzione della convivenza il Giudice può riconoscere al convivente in stato di bisogno il versamento degli alimenti per un periodo proporzionale alla durata della convivenza.

. Non dà diritto alla pensione di reversibilità.

Insomma una forma di matrimonio molto light

Per il testo della legge:

https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00703433.pdf

Unioni civili. E’ legge.

La nuova legge appena approvata, ha introdotto l’istituto delle unioni civili.

Due persone dello stesso sesso possono unirsi civilmente davanti all’Ufficiale di Stato Civile in presenza di due testimoni e l’unione verrà trascritta nei registri dello Stato Civile. I diritti e doveri che ne conseguono sono simili al matrimonio.

. E’ previsto l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale.

. La coppia dovrà stabilire la stessa residenza.

. Sarà possibile scegliere il cognome del partner o aggiungerlo al proprio.

. In caso di scioglimento dell’unione si applicheranno le norme sul divorzio senza prima passare per la separazione.

. Vige il regime di comunione dei beni con la facoltà di scegliere un altro regime.

. Sia la pensione di reversibilità che il TFR maturato da uno dei due partner spettano all’altro.

. L’eredità spetterà il 50% al partner superstite ed il restante agli eventuali figli.

Omicidio stradale. Le modifiche al codice penale

Il 25 marzo 2016 è entrata in vigore la legge n. 41/2016 che introduce nel codice penale i delitti di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, puniti a titolo di colpa.

Augurando buona guida, invito a leggere di seguito i punti principali della norma.

La nuova legge inserisce nel codice penale il delitto di omicidio stradale, aggiungendo l’articolo 589-bis.

Secondo questo articolo, è punito con la reclusione, in misura diversa, in base al grado di colpa, il conducente che a causa di una propria condotta imprudente di guida, provochi un incidente mortale. In particolare:

  • Nessuna modifica è stata fatta per l’omicidio colposo conseguenza della violazione delle norme sulla circolazione stradale, la pena viene confermata nella reclusione da 2 a 7 anni;
  • La pena viene aumentata da 8 a 12 anni, se l’omicidio stradale colposo viene commesso da chi era alla guida in stato di ebrezza alcolica (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro), oppure in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope;
  • Stessa pena viene applicata ai conducenti professionali, per i quali è però sufficiente essere in stato di ebbrezza alcolica media (tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro);

 

  • La pena è della reclusione da 5 a 10 anni se l’omicidio stradale colposo avviene ponendosi alla guida in stato di ebbrezza alcolica media;

 

  • La pena della reclusione da 5 a 10 anni, viene inoltre applicata per l’omicidio stradale colposo:
  • al conducente che cagioni per colpa la morte di una persona, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, o su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita;
  • al conducente che cagioni per colpa la morte di una persona, attraversando un’intersezione con il semaforo rosso;
  • al conducente che cagioni per colpa la morte di una persona circolando contromano;
  • al conducente che cagioni per colpa la morte di una persona, a seguito di una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi oppure a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.
  • In queste ipotesi la pena è aumentata se il fatto è commesso da persona priva di patente di guida o con patente sospesa o revocata, oppure nel caso in cui il veicolo sia di proprietà dell’autore del fatto e sia privo di assicurazione obbligatoria.
  • La pena è diminuita fino alla metà quando l’omicidio stradale, pur cagionato dalle imprudenti condotte indicate, non sia esclusiva conseguenza dell’azione od omissione del colpevole.
  • E’ poi previsto un aumento della pena nel caso in cui il conducente provochi la morte di più persone oppure la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone. Si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo con il limite massimo di 18 anni.
  • Nel caso in cui il conducente si dà alla fuga, la pena viene aumentata da 1/3 a 2/3 e comunque non può essere inferiore a 5 anni.

Altre due importanti previsioni riguardano la revoca della patente ed il termine di prescrizione:

Revoca della patente

In caso di condanna o patteggiamento, anche con la condizionale, per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni per omicidio o 5 anni per lesioni, dalla revoca. Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

Raddoppio della prescrizione

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nei casi più gravi come ad esempio nei casi di bevuta pesante e sotto effetto di stupefacenti. Negli altri casi l’arresto è facoltativo.

Per maggiori approfondimenti e testo della legge:

http://www.altalex.com/documents/news/2016/03/03/omicidio-stradale-tutte-le-modifiche-ai-codici

Tradisci su Facebook? Scatta l’addebito in caso di separazione

La voglia di voler esternare una relazione con aggiunta di foto e dichiarazioni può costare cara. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma. Se vieni beccato a tradire su Facebook ciò è motivo per vedersi addebitare la separazione. Questo perché le immagini pubblicate sul social network rappresentano una grave offesa alla dignità del consorte, legittimato a chiedere l’addebito della separazione.

Esenzione canone Rai seconda casa

Avete una seconda casa la cui utenza è intestata ad altra persona dello stesso nucleo familiare? C’è tempo fino al 16 maggio per inviare la dichiarazione per non vedersi addebitare in bolletta un altro canone tv.

L’Agenzia delle Entrate in una nota congiunta con la Rai, ha posticipata dal 30 aprile al 16 maggio la scadenza per presentare l’autocertificazione per poter usufruire dell’esenzione del canone Rai. Attenzione, l’autocertificazione non vale per sempre, ogni anno deve essere ripetuta.

E per chi non fa in tempo? Niente paura, potrà presentare l’autocertificazione entro il 30 giugno. In questo caso l’esenzione varrà soltanto per il secondo semestre del 2016.

Il modello di autocertificazione lo trovate al seguente link: https://www.studiolegaleboscia.it/docs/MODELLO-ESENZIONE-CANONE-RAI.pdf

 

Agenzia delle Entrate: addio alle piccole evasioni

Con una circolare di programma, l’Agenzia delle Entrate ha modificato la lotta all’evasione. Verranno abbandonati i recuperi solo formali, quelli per importi esigui e quelli determinati da errori involontari. Questo perché aggravano l’erario di spese inutili e creano inefficienza dando un’immagine errata dell’operato dell’Agenzia delle Entrate. Al centro di questa nuova strategia ci saranno le evasioni più gravi e le frodi. Un’intensificazione ed una lotta senza quartiere per i contribuenti maggiori. Reso maggiormente possibile dalle innovative tecniche di banche dati e controllo incrociato. Per il testo della circolare: https://www.studiolegaleboscia.it/docs/Circolare-Agenzia-Entrate.pdf

Condominio: il conduttore non può autoridursi l’affitto

È opinione diffusa che nel caso in cui durante la vigenza di un contratto di locazione, si hanno dei danni, delle infiltrazioni, dei rumori molesti, ci si possa autoridurre il canone di locazione. Nulla di più sbagliato. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza, che ha dichiarato arbitrario ed illegittimo un pagamento inferiore a quanto contrattualmente stabilito.  L’unico caso in cui il conduttore può ridursi il canone di locazione è quando l’immobile è completamente inservibile. I danni che si ritengono patiti devo essere fatti valere nelle sedi opportune. Insomma nessuna giustizia autonoma.

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 7636/16