Assegno divorzile addio ”per sempre”?

Non c’è pace per l’assegno di mantenimento! Una delle cose meno tollerate dopo la fine di un matrimonio è quella del versamento di un assegno di mantenimento (divorzile) per il coniuge più debole. Dopo aver abbandonato il criterio del tenore di vita goduto durante il matrimonio, ci penserà ora la nuova legge, che se verrà approvata, porterà un’ulteriore colpo di scure sull’assegno di divorzio. Cosa cambia? Il Tribunale dovrà valutare, per concedere l’assegno di mantenimento, alcuni elementi, ad esempio: la durata del matrimonio; le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi verranno a trovarsi dopo il divorzio; l’età e lo stato di salute di chi chiede l’assegno di mantenimento; il contributo personale ed economico dato da ciascuno dei coniugi alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale; l’impegno di cura di figli comuni.

Un’altra novità importante è data dalla fine della parola per sempre. La legge prevede che il giudice può decidere un assegno a tempo. Cosa significa, che nel caso in cui la capacità reddituale del coniuge che chiede l’assegno è dovuta a situazioni contingenti e superabili, il giudice ne fissa un termine. L’assegno inoltre non è dovuto in caso di nuove nozze, di unione civile o anche solo di stabile convivenza. E nel caso queste relazioni finissero l’assegno non rivive. Queste regole varranno anche per i procedimenti che sono in corso quando la legge entrerà in vigore. Attenzione quindi alle decisioni che prendete e seguite l’approvazione della legge!