Maltrattamento di animali domestici

Le persone che hanno animali in casa o anche fuori, di solito amano questi animali. Di solito! Purtroppo non sempre è così. E allora chi può tutelare questi animali?  E cosa si intende per maltrattamento? Ce lo dice la Cassazione che è intervenuta con una sentenza recentissima di aprile 2019, chiarendo che: non serve che la detenzione provochi una patologia all’animale, è sufficiente che ne provochi “un patimento”. Il caso che ha affrontato la Cassazione è quello di un asino a cui non venivano tagliate le unghie. Questa condotta del detentore, integra il reato di abbandono di animale. Non è stato sufficiente affermare da parte del detentore che l’animale era in buone condizioni, perché, non portare l’asino dal maniscalco, ha fatto sì che l’animale, a causa della crescita abnorme delle unghie, assumesse una postura scorretta con danni alla deambulazione. Questa condotta è punita non solo quando è chiara secondo il comune sentimento di pietà per la sua palese crudeltà, ma si riferisce a tutti i comportamenti che più semplicemente si esplicano in una condotta che incide sulla sensibilità psico-fisica dell’animale procurandogli patimenti. Gli esempi al riguardo si sprecano: lasciarli senza acqua, luce o cibo, trasportarli in furgoni di piccole dimensioni, stipati e senza aria. Non ci vuole una grande intelligenza per capire che queste condotte non sono consone a non provocare disagi o danni agli animali.

Per chi ama gli animali questo è scontato, per tutti gli altri, ricordatevi che gli animali non sono giocattoli. Chi vuole prendere un qualsiasi animale si assicuri prima di essere in grado di poterlo curate al meglio!!! Per la sentenza integrale clicca qui.

Smombies – Dipendenza da cellulare

Alzi la mano chi non ha mai camminato o attraversato la strada guardando il cellulare: controllando l’ultimo acceso su whatsapp, i seguaci su Twitter, …pericolosamente vicini ad un tombino, un palo della luce, un semaforo rosso.

Confesso l’ho fatto! E mentre lo facevo pensavo: prima o poi mi ammazzo. Ecco, sono caduta, massacrandomi le ginocchia. Dopo un primo momento di attenzione ho ripreso la cattiva abitudine.

Ci hanno dato un nome, ci chiamano Smombie: gli zombi con il cellulare in mano!

Pericolosi vaganti alla “walking dead”, all’ora di punta, su e giù per la metro, per i tram gli autobus, senza mai alzare la testa dal telefonino, ignari del mondo che ci circonda, destinatari di maledizioni di automobilisti e ciclisti, senza prestare alcuna attenzione alla propria vita o a quella degli altri.

Siccome questa non è solo una cattiva abitudine, ma un’attività pericolosa che potrebbe causare incidenti, per se stesi e per gli altri, si sta correndo ai ripari…dalla Corea del Sud (Paese in cui si registrano più incidenti causati dalla distrazione degli smombies) dove è stata rilasciata una app che blocca il telefono dopo 5 passi, alla città cinese di Xian che ha creato una corsie riservata ai dipendenti da smatphone. In Italia a Sassari sono state applicate sanzioni per chi cammina guardando il cellulare. Nel 2018 sono state 152 le multe ai pedoni distratti. La campagna di sensibilizzazione è iniziata dal rilievo che gli incidenti stradali sono aumentati e un alta percentuale dipende dalla distrazione al telefono. Lo stesso capita per gli investimenti aumentati dallo storico 15% al 21,7%.

Il prossimo passo sarà creare un cartello. Uguale a quello che si trova in montagna per evitare di investire le mucche che attraversano, così da evitare di uccidere gli smombies in città.

E tu? Se d’accordo, che scelta adotteresti?

Hai qualche aneddoto da raccontare, qualcosa che ti è capitato da smombie in giro? Dillo nei commenti sotto.