Condominio: cosa fare se un condòmino è positivo al Covid-19?

In questo momento di grande apprensione per la situazione di pandemia, ho avuto molte domande di Condòmini preoccupati sul da farsi nel caso di un positivo al Covid-19 nel loro complesso immobiliare.

Chiaro è che questo problema è maggiormente sentito in Città dove i condomìni sono diventati anche supercondomìni, costituiti da numerosi appartamenti anche 100. In questi casi, nella moltitudine del panorama umano, tutti diversi uno dall’altro, ognuno reagisce a modo proprio, ognuno con le proprie paure, ed è così che, occupandomi di diritto condominiale ho ricevuto molte richieste di informazioni su cosa “possa” o “debba fare” il condòmino positivo.

Certo non lo si può cacciare dal condominio, è stata la mia risposta! Scherzi a parte, cosa fare, o meglio cosa è obbligato a fare?

Chiariamo: il condòmino positivo non ha alcun obbligo di informare l’amministratore, (domanda cuore dei condòmini).

Il suo compito è quello di seguire le linee guida sanitarie, le prescrizioni dell’ASL, l’isolamento, la quarantena, ma non di doverlo comunicare all’amministratore.

Se decidesse volontariamente di comunicarlo all’amministratore, egli è tenuto a non divulgarlo a nessuno. Potrà semmai solo dire che nel condominio c’è un soggetto positivo al Covid, ma senza dire di chi si tratta.

Rumori molesti in condominio, è stalking?

Prendendo spunto da una scena a cui ho assistito recentemente, facciamo un po’ di chiarezza sulla normativa per i rumori molesti in condominio. Si sa, il condominio è il luogo in cui maggiormente si sfogano le frustrazioni. Tuttavia al fine di evitate di trascendere dalla normale osservazione, alla disputa, ad un vero e proprio aspro confronto, meglio sapere cosa spetta in caso di comportamenti molesti.

I rumori del vicino, specie nelle ore notturne, musica ad alto volume, lancio di oggetti contro il muro, martellamenti del pavimento, suonate al citofono, telefonate, nonché performances di una certa intensità rumorosa, possono portare non solo allo sfratto, ma anche ad una sanzione penale.

Per le situazioni sopra descritte, è ormai largamente applicato l’art. 612 bis del codice penale, nato per lo stalking nei rapporti di coppia, si presta bene anche per tutte quelle situazioni in cui viene posta in essere un’insistente attività in grado di generare inquietudine in chi la subisce. Nei casi accertati di messa in atto di tali comportamenti si possono ottenere provvedimenti quali: il divieto di comunicazione con i vicini o il divieto di permanenza nelle aree comuni.

Condominio: il conduttore non può autoridursi l’affitto

È opinione diffusa che nel caso in cui durante la vigenza di un contratto di locazione, si hanno dei danni, delle infiltrazioni, dei rumori molesti, ci si possa autoridurre il canone di locazione. Nulla di più sbagliato. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza, che ha dichiarato arbitrario ed illegittimo un pagamento inferiore a quanto contrattualmente stabilito.  L’unico caso in cui il conduttore può ridursi il canone di locazione è quando l’immobile è completamente inservibile. I danni che si ritengono patiti devo essere fatti valere nelle sedi opportune. Insomma nessuna giustizia autonoma.

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 7636/16