WhatsApp e minori

Quale sia la chat più usata in assoluto è superfluo chiederselo: ovviamente whatsApp! Però, sebbene di dominio comune, non bisogna dimenticare, che, ogni strumento per quanto utile, se usato male può creare problemi.

Il Tribunale di Caltanisetta è intervenuto per un caso in cui un minorenne, tramite whatshapp, molestava una compagna, tanto da provocare nella ragazzina, stati di ansia e paura costringendola a dovere cambiare le proprie abitudini di vita.

E’ inutile nascondersi la testa sotto la sabbia. Gli strumenti telematici hanno una diffusione tale che non possono essere fermati (se non bloccandoli a monte), ma siccome è tutelata anche la libertà di pensiero, di comunicazione delle proprie idee, come si fa a far in modo che questi diffusissimi strumenti non vengano utilizzati per creare danno ad altri, o se stessi?

A chi viene dato il ruolo di vigilare sui ragazzi e su come usano, il mondo internet, in primo luogo le chat? Ovviamente ai genitori!

Questo rientra nel compito di istruire ed educare i figli. Sono i genitori che devono fornire un’educazione adeguata di questi mezzi di comunicazione, e vigilare successivamente sul corretto utilizzo.

Lo scopo è duplice: tutelare il minore dall’essere vittima dell’abuso di internet e chat da parte di terzi, ma anche evitare che sia lo stesso minore a causare danni a terzi (ad esempio con invio di insulti, minacce, molestie) od a sé stesso (ad esempio facendosi foto, video compromettenti che invia ad amici che li fanno circolare).

Questo dovere di educazione e vigilanza dei genitori si deve svolgere nella nella limitazione sia quantitativa che qualitativa di questo potente mezzo di relazione, affinché venga usato in modo adeguato da parte dei minori.

E ricordate ragazzi: quello che viene diffuso su internet, sulle chat, lì rimane, prima o poi lo si ritrova.

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