Assegno divorzile addio ”per sempre”?

Non c’è pace per l’assegno di mantenimento! Una delle cose meno tollerate dopo la fine di un matrimonio è quella del versamento di un assegno di mantenimento (divorzile) per il coniuge più debole. Dopo aver abbandonato il criterio del tenore di vita goduto durante il matrimonio, ci penserà ora la nuova legge, che se verrà approvata, porterà un’ulteriore colpo di scure sull’assegno di divorzio. Cosa cambia? Il Tribunale dovrà valutare, per concedere l’assegno di mantenimento, alcuni elementi, ad esempio: la durata del matrimonio; le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi verranno a trovarsi dopo il divorzio; l’età e lo stato di salute di chi chiede l’assegno di mantenimento; il contributo personale ed economico dato da ciascuno dei coniugi alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale; l’impegno di cura di figli comuni.

Un’altra novità importante è data dalla fine della parola per sempre. La legge prevede che il giudice può decidere un assegno a tempo. Cosa significa, che nel caso in cui la capacità reddituale del coniuge che chiede l’assegno è dovuta a situazioni contingenti e superabili, il giudice ne fissa un termine. L’assegno inoltre non è dovuto in caso di nuove nozze, di unione civile o anche solo di stabile convivenza. E nel caso queste relazioni finissero l’assegno non rivive. Queste regole varranno anche per i procedimenti che sono in corso quando la legge entrerà in vigore. Attenzione quindi alle decisioni che prendete e seguite l’approvazione della legge!

Coppie di fatto, cosa prevede la nuova legge per le convivenze?

La coppia di fatto, viene così definita “Due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile”.

Quali sono i diritti che acquisiscono i conviventi?

. La possibilità di assistenza in ospedale con diritto di visita, assistenza ed accesso alle informazioni personali, diritto di visita in carcere.

. Le decisioni che riguardano la salute in caso di impedimento o malattia che comporti incapacità di intendere e di volere;

. In caso di morte il convivente può designare l’altro come suo rappresentante per le decisioni sulla donazione di organi, funerali, le modalità di trattamento del corpo. Questo però deve avvenire con una scrittura autografa oppure davanti ad un testimone.

. In caso di morte del convivente proprietario dell’abitazione, l’altro ha diritto di rimanere nella casa per altri 2 anni o per un periodo uguale a quello della convivenza se è superiore a 2 anni ma non oltre i 5 anni. Può subentrare nel contratto di affitto.

. Se nella casa comune vivono i figli della coppia o di uno dei due, il convivente che sopravvive ha diritto di rimanere nella casa per altri 3 anni.

. Possono partecipare alle graduatorie delle case popolari.

. I rapporti patrimoniali vengono regolati dai patti di convivenza, redatti per atto pubblico o scrittura privata autenticata da un avvocato o da un notaio. Per valere nei confronti dei terzi l’atto deve essere comunicato all’anagrafe comunale. Il contratto di convivenza può contenere l’indicazione della residenza comune, le modalità di contribuzione alla vita comune, il regime patrimoniale della comunione dei beni. Non può contenere dei termini o delle condizioni altrimenti è nullo.

. In caso di interruzione della convivenza il Giudice può riconoscere al convivente in stato di bisogno il versamento degli alimenti per un periodo proporzionale alla durata della convivenza.

. Non dà diritto alla pensione di reversibilità.

Insomma una forma di matrimonio molto light

Per il testo della legge:

https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00703433.pdf

Unioni civili. E’ legge.

La nuova legge appena approvata, ha introdotto l’istituto delle unioni civili.

Due persone dello stesso sesso possono unirsi civilmente davanti all’Ufficiale di Stato Civile in presenza di due testimoni e l’unione verrà trascritta nei registri dello Stato Civile. I diritti e doveri che ne conseguono sono simili al matrimonio.

. E’ previsto l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale.

. La coppia dovrà stabilire la stessa residenza.

. Sarà possibile scegliere il cognome del partner o aggiungerlo al proprio.

. In caso di scioglimento dell’unione si applicheranno le norme sul divorzio senza prima passare per la separazione.

. Vige il regime di comunione dei beni con la facoltà di scegliere un altro regime.

. Sia la pensione di reversibilità che il TFR maturato da uno dei due partner spettano all’altro.

. L’eredità spetterà il 50% al partner superstite ed il restante agli eventuali figli.