Maltrattamento di animali domestici

Le persone che hanno animali in casa o anche fuori, di solito amano questi animali. Di solito! Purtroppo non sempre è così. E allora chi può tutelare questi animali?  E cosa si intende per maltrattamento? Ce lo dice la Cassazione che è intervenuta con una sentenza recentissima di aprile 2019, chiarendo che: non serve che la detenzione provochi una patologia all’animale, è sufficiente che ne provochi “un patimento”. Il caso che ha affrontato la Cassazione è quello di un asino a cui non venivano tagliate le unghie. Questa condotta del detentore, integra il reato di abbandono di animale. Non è stato sufficiente affermare da parte del detentore che l’animale era in buone condizioni, perché, non portare l’asino dal maniscalco, ha fatto sì che l’animale, a causa della crescita abnorme delle unghie, assumesse una postura scorretta con danni alla deambulazione. Questa condotta è punita non solo quando è chiara secondo il comune sentimento di pietà per la sua palese crudeltà, ma si riferisce a tutti i comportamenti che più semplicemente si esplicano in una condotta che incide sulla sensibilità psico-fisica dell’animale procurandogli patimenti. Gli esempi al riguardo si sprecano: lasciarli senza acqua, luce o cibo, trasportarli in furgoni di piccole dimensioni, stipati e senza aria. Non ci vuole una grande intelligenza per capire che queste condotte non sono consone a non provocare disagi o danni agli animali.

Per chi ama gli animali questo è scontato, per tutti gli altri, ricordatevi che gli animali non sono giocattoli. Chi vuole prendere un qualsiasi animale si assicuri prima di essere in grado di poterlo curate al meglio!!! Per la sentenza integrale clicca qui.