Separazione: il marito o la moglie che si separano hanno il diritto di avere i documenti fiscali del coniuge.

Si sa, uno dei punti più discussi in una separazione è il fantomatico assegno di mantenimento. Siccome per la quantificazione è necessario basarsi sui redditi dei coniugi, come si fa a dimostrare quali sono questi redditi se uno dei due non li produce volontariamente? Fino ad ora non era così semplice. E’ venuto in aiuto il Tar della Campania che con la sentenza 5763/2018, ha stabilito il diritto del coniuge di avere informazioni sui redditi dell’altro. Ad esempio si può chiedere all’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione dei redditi, un contratto di locazione a tersi, insomma tutti i rapporti finanziari del coniuge che si possono rilevare all’Anagrafe tributaria.

Per la sentenza clicca qui.

https://www.dirittoaccesso.it/sentenze/anno/2018/id/787

 

Tra marito e moglie c’è la privacy?

Secondo il Tribunale di Roma no. Se il coniuge lascia incustodito il cellulare, l’altro può leggere, sms e chat alla ricerca di un suo tradimento per usare le prove ai fini di ottenere l’addebito della separazione.

Questa sentenza che ha cambiato rotta rispetto alle precedenti, parte dal presupposto che la privacy, la cui violazione è un reato, è affievolita tra i coniugi, perché abitando sotto lo stesso tetto, è naturale condividere le stesse cose, tra cui c’è anche il cellulare, anche se non viene espressamente autorizzato. La convivenza porta ad una specie di tacita manifestazione di consenso ai dati dell’altro, anche se personali. Quindi via libera alla ricerca di prove contro il fedifrago che lascia il cellulare incustodito in un ambiente comune dell’abitazione familiare. La relazione di convivenza sotto lo stesso tetto, porta ad un’implicita manifestazione di consenso che può far venire in contatto “casualmente” con in formazioni e comunicazioni personali. A meno che non ci sia una password….