Pernottamento figli piccoli dal padre

Capita sempre più di frequente, che nelle separazioni, viene chiesto dal padre di avere i figli non solo durante il giorno ma anche a dormire, anche quando sono piccoli. A questa richiesta si oppone sempre, o quasi sempre il rifiuto della madre, con la giustificazione che il figlio è piccolo, e non può dormire solo con il padre.

La parità di doveri e diritti, nei confronti dei figli, oramai è totale. I padri, a differenza degli anni passati, sono in grado di occuparsi dei figli, come, ed a volte di più delle madri. Questa non è più solo un’opinione popolare che ha preso piede. La legge non prescrive un’età dalla quale i figli possono dormire con il padre, ma la Giurisprudenza è andata verso un’apertura sempre maggiore. Il Tribunale di Milano con una recente sentenza, ha affermato che la “genitorialità si apprende facendo i genitori”. E’ un luogo comune ed un pregiudizio che il padre non sia in grado di occuparsi del figlio molto piccolo.

In un caso di separazione con figlia di due anni, il Tribunale, ha stabilito, che la figlia poteva dormire con il padre.

E’ la madre che deve dimostrare l’incapacità del padre ad accudire il figlio piccolo, non si può darlo per scontato. Ovviamente ogni caso è a sé, ed è il buon senso dei genitori che deve fare il proprio lavoro, quello di cogliere segni di disagio ed assecondare il desiderio del bambino di stare con la mamma o con il papà quando lo chiedono.

Maltrattamento di animali domestici

Le persone che hanno animali in casa o anche fuori, di solito amano questi animali. Di solito! Purtroppo non sempre è così. E allora chi può tutelare questi animali?  E cosa si intende per maltrattamento? Ce lo dice la Cassazione che è intervenuta con una sentenza recentissima di aprile 2019, chiarendo che: non serve che la detenzione provochi una patologia all’animale, è sufficiente che ne provochi “un patimento”. Il caso che ha affrontato la Cassazione è quello di un asino a cui non venivano tagliate le unghie. Questa condotta del detentore, integra il reato di abbandono di animale. Non è stato sufficiente affermare da parte del detentore che l’animale era in buone condizioni, perché, non portare l’asino dal maniscalco, ha fatto sì che l’animale, a causa della crescita abnorme delle unghie, assumesse una postura scorretta con danni alla deambulazione. Questa condotta è punita non solo quando è chiara secondo il comune sentimento di pietà per la sua palese crudeltà, ma si riferisce a tutti i comportamenti che più semplicemente si esplicano in una condotta che incide sulla sensibilità psico-fisica dell’animale procurandogli patimenti. Gli esempi al riguardo si sprecano: lasciarli senza acqua, luce o cibo, trasportarli in furgoni di piccole dimensioni, stipati e senza aria. Non ci vuole una grande intelligenza per capire che queste condotte non sono consone a non provocare disagi o danni agli animali.

Per chi ama gli animali questo è scontato, per tutti gli altri, ricordatevi che gli animali non sono giocattoli. Chi vuole prendere un qualsiasi animale si assicuri prima di essere in grado di poterlo curate al meglio!!! Per la sentenza integrale clicca qui.

Stop fattura a 28 giorni. 50 euro di rimborso!

Tempi duri per le Compagnie telefoniche! La fatturazione a 28 giorni era già stata vietata dall’Agcom, che così enunciava: “si ritiene opportuno, prevedere un parametro temporale certo per il rinnovo delle offerte/fatturazione, che renda effettiva la libertà di scelta degli utenti e consenta anche un agevole controllo dei consumi e della spesa, individuato su base mensile”; per i contratti di telefonia fissa, Adsl, fibra ma anche per le offerte ibride fisse-mobili.

Cosa comporta in concreto per gli utenti la fatturazione a 28 giorni? Beh è intuitivo! Un rincaro delle tariffe dell’8,6%, che si traduce in 13 mensilità e non più 12. Nonostante il divieto dell’Agcom, le Compagnie non si sono adeguate. Serve un mezzo per fare in modo che ci sia un deterrente che “invogli” le Compagnie telefoniche ad adeguarsi.

Il Sen. Esposito, ha presentato un emendamento al decreto fiscale intitolato “Misure per la tutela degli utenti dei servizi di pubblica utilità in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e fatturazione dei servizi”.

Come si può attuare tale tutela nei confronti degli utenti parte debole dei contratti telefonici? Il Sen. Esposito punta a far approvare l’obbligo a vigilare sulla fatturazione, prevedendo una sanzione a carico di chi viola la disposizione con una multa che va dai 500.000 ai 5.000.000 di euro.

Non solo. Il testo dell’emendamento non si limita alla sanzione ma va oltre, prevedendo anche il rimborso forfettario, da parte della Compagnia telefonica a cui è stata comminata la sanzione, di una somma non inferiore ad euro 50,00, nei confronti dell’utente interessato da un’illegittima fatturazione.

E’ prevista inoltre “la restituzione di somme indebitamente percepite” quando il comportamento lesivo dell’operatore  abbia determinato un esborso illegittimo da parte degli utenti.

In una nota del Codacons si legge che non è sufficiente il passo indietro delle Compagnie telefoniche sulla fatturazione, ma è necessario rimborsare anche le maggiori somme pagate a causa della illegittima prassi della fatturazione a 28 giorni. Diversamente si aprirà la strada della class actions.

Cosa si può fare nel frattempo? Inviare una diffida al proprio Gestore per chiedere la restituzione di quanto illegittimamente percepito. In caso di mancata risposta o risposta negativa, avviare la procedura di conciliazione presso il Co.Re.Com.